L’EMARGONAUTA


Pensate un po!
Sto scrivendo quasi al buio…
Che meraviglia! Guarda!
L’Africa…quella è l’Africa…e là, là…ecco quella è l’Italia…
sembra proprio uno stivale.
Lo stivale dei moschettieri, quelli a punta con mezzo tacco, e lo sperone per cavalcare.
Che splendore il mondo visto da quassù a 400 km dalla terra…ma no che dico… a 4000 km.
E già! Avete capito?
Sono un astronauta, uno di quelli che vaga nello spazio.
Si! Proprio quello che vediamo quando stiamo lì sotto…con i piedi appoggiati bene a terra.
Qua invece si vola, ci si sente leggeri, senza peso, senza paura…senza niente.
Faccio fatica a mangiare, faccio ancora più fatica ad espellere i corpi fluidi e solidi dal mio corpo,
faccio fatica persino a respirare e non parliamo quando vago, in giro per lo spazio
in cerca di…non so neanch’io cosa…forse di un alieno o di un essere superiore, forse di Dio.
Ma se son qua, è perché sono uno dei migliori. Eh, se no non mi mandavano mica…
mi tenevano là insieme a tutti gli altri, sapete gli altri?
Quelli che vanno al cinema di Mercoledì, quando non ci sono le partite, quelli che hanno
una macchina e fanno benzina, hanno una moglie e una casa, quelli che vanno a fare la spesa
al supermercato, che litigano, discutono e a volte si divertono anche.
Io qui non parlo con nessuno… ma penso!
Penso e scrivo…a volte…
Eh si, sono proprio uno dei migliori.
A volte però mi sento strano, come se non riuscissi a fare le cose…come la mia bimba.
La mia bimba, non la vedo da tempo, ma so che sta bene, non le manca niente, forse
il suo Papà…forse…no. Sicuro!
Me lo dice sempre. Papà, quando torni?
Arrivo! Arrivo presto, le rispondo. Guarda lassù, un giorno mi vedrai che ti saluto.
Ti saluto sempre e ti penso sempre.
Dicevo…la mia bambina. Bellissima, intelligente, buona…solo un po’ tremenda, ma come
tutti i bimbi del resto, innocente realtà.
Se la incrociate, non potreste non riconoscerla…è bella, dolce…e ha le ruote…
Si, le ruote…è diversamente abile…
Diversamente abile… che parolone… non sapevo cosa volesse dire.
Io pensavo che un diversamente abile, fosse uno che non riuscisse a fare qualcosa di eccezionale.
Invece no! Uno che non riesce a fare le cose comuni, tipo camminare, mangiare e bere da solo,
vestirsi…è un diversamente abile…proprio come me qua.
Ma se Io sono uno dei migliori…allora anche i diversamente abili…fanno parte dei migliori.
Effettivamente, quando ero la sotto, tante cose non quadravano molto.
La dolcezza, l’affetto sincero, l’onestà, il sapersi divertire con poco, a volte con niente,
includere tutti senza pregiudizi… tutta questa roba non mi sembra da diversamente abili…
forse qualcuno, là sotto ha confuso qualcosa, mi sa proprio…
Li vedrei bene nello spazio.. i diversamente abili, a volare, senza gravità, sicuramente
ci saremmo divertiti un sacco.
Ma non sarebbe giusto portarla qua, Lei sta bene dov’è.
Anzi, in questi giorni passerò a trovarla…mi catapulto giù e le faccio una sorpresa…
proprio come quella volta che l’ho portata a Venezia..ahah… che ridere.
Su e giù da ponti, scalinate e traghetti, solo passeggiare era uno spettacolo, tutti che ci guardavano.
Uno spettacolo, come il mondo visto da quassù… ma ora devo chiudere il sipario, le candele stanno finendo e anche se lo stomaco non brontola più, domani devo uscire presto, a cercare quello che non so, sperando che al mio ritorno gli astronauti neri non mi abbiano portato via i cartoni. Sapete… qua solo i migliori possono resistere!