Davos & Europa:” Si salvi chi può!”


Al World Economic Forum, tenutosi come di consueto a Davos in Svizzera, oltre all’ intervento del presidente cinese Xi Jinping, con le sue parole:” La globalizzazione ha indubbiamente creato nuovi problemi, ma che piaccia o meno, nessuno si potrà sottrarre “, hanno preso parola anche celebrità della musica come Shakira, che spinge i governi ad investire di più su educazione e cultura, a Matt Damon che sostiene che la distribuzione dell’acqua pulita è risolvibile, fino ad arrivare al campione del mondo di F1 Rosberg, che annuncia:” Dopo il mio ritiro voglio fare qualcosa che mi tocchi il cuore e quindi andrò in Germania a far visita ai bambini malati ed avrò un occhio di riguardo per le energie rinnovabili”. Sul panorama europeo, interessanti sono i battibecchi e le divergenze tra i vari rappresentanti. Complici che si annidano dietro tali dichiarazioni, sono sicuramente le arie di cambiamento mondiale che tra la Brexit, l’elezione di Trump, e gli spettri delle prossime elezioni francesi olandesi ed Italiane ( sempre che ci mandino al voto), danno favorite le politiche antieuropeiste o “populiste”, come le chiamano loro. Partiamo da C.Lagarde, presidente del Fondo Monetario Internazionale, che annuncia ai governi dell’Europa, di iniziare a pensare in politiche diverse rivolte alla redistribuzione del reddito ( ma non dimentichiamo che insieme alla Troika, il suo fondo è il principale sostenitore delle politiche di austerità ), per arrivare allo scontro tra il primo ministro olandese Rutte, e l’ex presidente del parlamento europeo Schulz. Il Ministro olandese, attacca L’Europa dichiarando che il suo paese ha fatto sacrifici e riforme, ed invece, alcuni paesi ( chiamando di fatto in causa Francia ed Italia ) non l’hanno fatto e un Europa fondata su tali differenze tra Nord e Sud, non potrà avere un concreto futuro. Di contro risposta il politico tedesco esortandolo a non creare un atmosfera di contrasto tra i paesi membri, gli ricorda le frasi di Kohl:” Vogliamo una Germania Europeizzata e non un Europa Germanizzata e che vedendo i fatti, è ancora una frase attuale”. Dei nostri rappresentanti, il ministro dell’economia Padoan, invita a non sottovalutare il fenomeno “populismo”, e anzi prenderlo seriamente, perché chi lo vota, nella maggior parte dei casi sono brave persone che pensano al futuro dei propri figli. Presente inoltre Emma Marcegaglia, che ricorda  alla Germania di non rispettare le regole con il suo surplus, già… proprio la Marcegaglia che a quanto pare è una dei principali debitori della banca MPS. Insomma, mi sembra più un “Io sto dove tira il vento”… piuttosto che una seria e concreta volontà di abbandonare le politiche dell’austerità e sposare quella della crescita, eguaglianza e solidarietà sociale. Interessante anche l’intervento di Theresa May, premier britannico:” C’è un opportunità unica per la Gran Bretagna, quella di assumere la leader ship mondiale del libero commercio e del libero mercato”. Quindi, mi sento di sottolineare come quest’anno abbia scadenze fondamentali per il futuro dell’Europa e del globo. Tutti Noi possiamo farne parte votando spero per la scelta più giusta, per il benessere della propria nazione, dell’Europa stessa e del mondo intero. Per ultimo, lascio i dati sui licenziamenti del 2016, sperando che il vento… cambi per davvero!

I licenziamenti complessivi nei primi 11 mesi del 2016 sono stati 561.862 in crescita del 4% rispetto ai 539.933 dello stesso periodo del 2015 mentre registrano un boom i licenziamenti disciplinari passati da 53.056 a 67.374 (+27%). Così l’Osservatorio sul precariato dell’Inps ma non è evidente ancora il collegamento con l’introduzione del contratto a tutele crescenti. Le dimissioni nello stesso periodo sono passate da 835.754 a 722.370 (-13,5%) probabilmente anche a causa delle dimissioni online.