INTERVISTE


La shoah delle creature.

Annelies Marie Frank

 

Buongiorno a tutti! Apriamo il nostro ciclo di interviste, con una tenera figura, Annelies Marie Frank detta Anne, una simpatica bambina tedesca di 15 anni, autrice del famoso diario che porta il suo nome ” Il diario di Anna Frank “.

Iniziamo con una piccola introduzione di chi è Anne.

Anne secondogenita della famiglia di origine ebraica e riformista dei Frank, nasce a Francoforte sul Meno il 12 giugno 1929. Al contrario della sorella maggiore Margot, timida e un po’ impacciata, Anne è vivace, piena di interessi ed anche un po’ estroversa. I primi anni di vita, Anne li passa tranquillamente nella cittadina tedesca, coltivando amicizie e frequentando una comunità mista. Ma con l’ascesa al potere del nazionalsocialismo nel 1933, la situazione si aggravò a tal punto che la famiglia Frank temendo per la propria incolumità, decise all’incirca un anno dopo di trasferirsi in Olanda. Ma ora lasciamo continuare la storia proprio a Lei, Anne.

Io:” Ciao Anne, sei emozionata? Raccontaci un po’ come vivevi in Germania, cosa facevi e cosa ti piaceva?”

Dopo un attimo di pausa e un bel respiro…

Anne:” Ciao, si sono un po’agitata…” poi un sorriso apre alla prossima risposta.
” …quando vivevo in Germania, mi ricordo che avevo tante amiche ed amici, mi piaceva molto giocare con loro, poi ogni tanto andavo a trovare la nonna a Basilea ed anche lì mi divertivo molto. Inoltre mi ricordo che a casa avevamo tantissimi libri e alla sera Papà me ne leggeva sempre qualcuno”

Io:”Bene Anne… ora raccontaci come mai hai dovuto andare via e dove siete andati.”

Anne:”…mi ricordo che ad un certo punto, nella città succedevano cose strane, gente che insultava gli Ebrei, senza conoscerli, li molestavano, li maltrattavano, non potevano più girare liberamente e prendevano in giro anche Noi bambini, ci chiamavano inferiori, brutta razza… e Io non capivo perché. Alla fine dopo che son successi episodi di violenza, Papà decise che dovevamo trasferirci, aveva paura che ci facessero del male e così siamo andati in Olanda, precisamente ad Amsterdam.”

Io: ” MI spiace, ma dimmi… come stavi in Olanda? ”

Anne:”All’inizio bene, mi ero fatta delle amiche, Hanneli, Sanne e Jaqueline, mi divertivo moltissimo con loro anche se litigavo con mia Mamma perché preferiva mia sorella a me, andavo a scuola e ho conosciuto tanti bimbi.”

Io:” Perché all’inizio… dopo cosa è successo? ”

Anne:” La guerra, è arrivata la guerra. La Germania ha invaso l’Olanda, e da lì è cambiato tutto…tutto.”

Io:” Raccontaci Anne…”                                                         

Anne:” Sapevamo che la Polonia era stata invasa, ma non pensavamo che anche l’Olanda venisse conquistata, è successo tutto molto rapidamente… in pochi mesi poi, tutto è cambiato. Anche li hanno iniziato a dare la caccia agli Ebrei. Ogni giorno ci toglievano un diritto e un pezzo di Libertà… fino a che… “.

Io:” Fino a che…?”

Anne:” Fino a che… ci siamo dovuti nascondere nel retro di casa, perché a mia sorella era arrivato l’ordine di essere trasferita in un campo di lavoro. Papà aveva preparato un nascondiglio nel retro, nascosto da una grossa libreria e vivevamo li. Non potevamo uscire di giorno, se no ci avrebbero arrestati e fatto chissà cosa. Non potevamo fare rumore, ne comprare da mangiare, niente, non potevamo fare più niente, come se non esistessimo.”

Io:” E come passavi le giornate Anne?”

Anne:” Come le passavo… a scrivere e leggere. Quando ho compiuto 13 anni, mi hanno regalato un diario, e da li passavo le mie giornate a scriverci sopra.”

Io:” E cosa scrivevi?”

Anne:” Scrivevo di tutto… i miei pensieri, le mie gioie, le paure e i giorni trascorsi in quello che chiamavo l’ Alloggio Segreto. Non c’eravamo solo Noi nascosti li, ma anche altre persone, in tutto eravamo 8. Era difficile stare tutti insieme, avevamo poco cibo, e stare in pochi metri senza dover fare niente, creava tensioni e molto disagio a tutti. Io non andavo molto d’accordo con Dussel. Un dentista che si chiamava Fritz a dire la verità, ma Io lo chiamavo Dussel, lo sciocco.  Meno male che avevo il mio diario li dentro, con Lui c’ero Io, le mie amiche, la mia famiglia, i miei sogni e le mie speranze.”

Io:” Parlami dei tuoi sogni..”

Anne:” Sognavo di diventare una giornalista scrittrice. Una sera, perché potevamo ascoltarla solo a tarda sera e a basso volume, la radio inglese esortava quelli contro il nazismo a scrivere quello che accadeva, e a conservarne i diari. Sognavo che presto tutto sarebbe terminato, che le brutte cose finissero e Io potevo finalmente fare quello che mi piaceva, alla luce del sole.”

Io:” …e invece ?”

Anne:” …invece un brutto giorno, scoprirono il nostro Alloggio Segreto e ci arrestarono tutti. Non so se fu un caso o qualcuno ci tradì. So solo che ci portarono via tutti ed arrestarono anche chi ci aiutava. All’ inizio ci portarono in caserma, poi ci trasferirono in un campo dove divisero gli uomini dalle donne, e li ci fecero fare i lavori più duri e umilianti, ma lavorare duro e tanto era l’unico mezzo per non essere deportati verso morte certa in un campo di concentramento, ma Io avevo lasciato il mio diario nell’alloggio, ero disperata.”

Io:” …e come finì Anne?”

Anne:” Dopo poco, ci selezionarono e ci caricarono su un treno, stipati come sardine, non potevamo muoverci, per ben 3 giorni. Tanto durò il viaggio che ci  portò ad Auschwitz. Un inferno pensavo, gente che vomitava, doveva fare i bisogni in piedi, senza cibo e potevamo solo bere pochissimo quando ci spruzzavano addosso l’acqua alle stazioni di rifornimento. Come gli animali, anzi peggio degli animali.”

Io:” ……………………………………………………………………………………. ”

Anne:” Ma l’inferno non era quello, era all’ arrivo. Appena arrivati, ci divisero subito, e vedevo un fumo nero salire dai camini del campo. Tantissimi li misero in fila e li portarono direttamente alle docce, come le chiamavano i soldati. Ma non erano docce vere, da quelle docce non è mai uscito più nessuno. In quel inferno, succedevano cosa impossibili da pensare, degli orrori inimmaginabili. Il mangiare era inesistente, solo una brodaglia indecente e non per tutti, la gente stava male, ma se andavi in infermeria, da li non uscivi più. Io e mia sorella cercavamo di farci forza, ma non esisteva più un mondo, il tempo, la vita.”

Io:” ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………… ”

Anne:” Eravamo ammalate, ma ripeto, non potevamo fare niente, e fù così che un giorno ci traferirono in un altro campo, quello di Bergen-Belsen. Lì mia sorella sparì, non la vidi più… e pochi giorni dopo, anch’io ammalata… mi spensi all’età di nenache 16 anni. Degli altri ho perso le tracce, ma solo il mio Papà riuscì ad uscire da quell’inferno. Almeno così è riuscito in seguito a ritrovare il mio caro Diario, e pubblicarlo. Quindi il mio sogno comunque si è avverato e potete conoscere la mia storia, purtroppo uguale ad altre milioni di persone. La più grande e tragica vicenda che ha commesso l’uomo.”

Io:” Grazie Anne… grazie…”                                               

Scusateci, ma non riusciamo più a continuare questa storia, abbiamo raccontato in un breve riassunto, cosa è successo ad Anne, e come ha detto Lei ad altre milioni di persone. Come disse Primo Levi…. Se comprendere è impossibile… ricordare diventa necessario.