Talen Episodio N°2


I creatori

Milano 2010 D.C.
“Pronto Mia, sono Talen, l’aspetto alle sei di fronte al Duomo, la troverò Io.”
Quella donna, ha qualcosa dentro di se che, la rende diversa. Decido così di affidare a Lei la mia storia. Probabilmente quella sera, quando Lei stava passando in quel vicolo, (e ha visto quello che non avrebbe dovuto), non è stato un caso. Già quella sera… stavo percorrendo una stradina come tante nel centro di Milano, quando una nebbiolina improvvisa, avvolse tutto.
Una figura femminile, giovane, all’apparenza ingenua e sperduta, parandosi davanti, mi rivolse queste parole:
“Buonasera signore. Mi sono persa con questa nebbia, potrebbe indicarmi la strada per raggiungere la metrò più vicina?”
Guardandola con un sorriso, risposi: ” Buonasera signorina, crede veramente che ci creda? Mi dica, come preferisce che la chiami? ” Mantenendo una calma apparente, aggiunsi: ” Davvero credevi che ci sarei cascato? ”
Lo stavo aspettando, sapevo che prima o poi mi avrebbe cercato. Isis, il generale dai cento nomi, fedele servo di Bael. Il suo potere è notevole, può assumere qualsiasi sembianza, umana, animale, o entrambi, può mutare il tempo atmosferico e il suo esercito umano, è uno dei più efferati che sia mai esistito.
Una risata diabolica anticipò le sue parole: ” Ho solo voluto divertirmi un po’ Generale Talen, sicuro che non mi avresti deluso. Dopo tanto che non ci vediamo, giusto qualche secolo, è un piacere rivederti… ma dimmi, in questi anni hai finalmente cambiato la tua opinione? ”
Ed Io: ” Generale, ti sei scomodato dopo secoli, per venirmi a trovare, e non trovi niente di meglio da dirmi? Sai bene il mio compito! ”
” Si lo conosco Talen. Infatti non sono venuto solamente per portarti i miei saluti, e quelli di Bael. Son qua anche per farti una proposta.” e poi Isis continuò: ” Vieni con Noi, Tu hai Amos, e se ti unirai a Noi nessuno potrà più fermarci, neanche God. Bael vincerà, e saprà essere molto generoso. Non sei forse tra i primi, a volere che questa guerra finisca al più presto?”
Immaginavo una proposta del genere, e risposi:” Grazie Is, ma conosco la furia di Bael. Non posso accettare, Eloh mi ha donato Amos, per cercare di salvare il genere umano, non per condannarlo alla dannazione eterna. Tu dovresti saperlo bene. Ho tanta voglia di riabbracciare la mia famiglia, e spero che questa guerra finisca, ma desidero un finale in cui tutti potremmo vivere in pace.”
” Sei sempre stato cocciuto, ed il tuo buonismo mi irrita sempre. Io voglio sterminare questa razza, la odio. Eloh cerca di salvarla, ma non può favorire nessuno dei suoi figli.” e così dicendo, Isis si tramuta in un Centauro, e sguaina la sua spada.
Cerco di mantenere la calma, uno scontro tra Noi può avere conseguenze imprevedibili per quel luogo. Potremmo radere al suolo tutto in poco tempo, ma non posso rimanere inerme, e a mia volta lo affronto.
” Sei venuto per combattere? Bene Is, certo non mi tiro indietro.” Congiungo le mani, ed appare il mio bastone, Amos. Senza non avrei molte possibilità di batterlo, la sua indole malvagia gli consente di usare qualsiasi mezzo, ed arma per arrivare al suo scopo.
Isis parte sferrandomi un colpo tremendo, che paro con Amos. Rispondo chinandomi, e cerco di colpirlo alle gambe. Riesco a colpirne una, ma essendosi tramutato in un centauro, ne ha ben 4. Con una smorfia di dolore, per il colpo subito, s’impenna cercando di schiacciarmi, ma con una capriola, mi sposto appena in tempo.
Tutto succede in un attimo. All’improvviso una ragazza appare dalla nebbia. Isis la vede, mi guarda, sorride, e si scaglia contro di Lei. Non ho scelta, batto per terra Amos, e così si forma una barriera spazio temporale, tra la ragazza e Isis. Tutto si ferma! Devo fare in fretta, Amos ha il potere di fermare il tempo nel raggio della mia vista, ma basta anche solo  un attimo in più del consentito, e tutto si dissolverà. Prendo la ragazza immobile, ha gli zoccoli di Isis ad una spanna dal suo viso. Probabilmente, non si è neanche accorta di quello che stava per succedergli. La spingo nel primo posto sicuro che trovo, dentro ad un portone li di fianco, e ribatto Amos. Isis ricade a terra con gli zoccoli, si ferma, e mi guarda con aria irosa dicendomi: “Ora ho scherzato, ma prima o poi, questo tuo Amore per gli uomini ti ucciderà definitivamente.” e così com’era arrivato, svanisce. La nebbia sta dissolvendosi rapidamente, e un attimo prima di sparire, una voce mi ricorda la mia vera sofferenza, così: “A presto generale Talen. La prossima volta dovrai scegliere meglio. A proposito… ti mando i saluti di tua figlia Mati e dalla tua dolce mogliettina Ann.” Tutt’intorno, ritorna sereno.
Decido di tornare a casa, e m’incammino, ma pochi metri dopo sento una mano che mi afferra. Stavo per reagire, quando vedo la faccia della ragazza che avevo salvato poco prima, che con aria incredula si rivolge a me:
” Era un film vero? Mi dica che era un set, o quella nebbia era di una sostanza chimica allucinogena, e stava facendo dei test. Per favore, mi dica che quello che ho visto l’ho sognato.”
” Lasci perdere signorina. Non ha visto niente, ed Io non so di cosa sta parlando.” cercando di congedarla così.
La ragazza sta per rispondermi, ma lasciando la mano, mi fa un accenno positivo, si volta, e s’incammina.
Sono rincuorato, un problema in meno.
Sto ancora camminando, ma c’è qualcuno che mi sta seguendo. Volto l’angolo, e con i miei poteri mi rendo invisibile, ma se fosse ancora Isis non servirebbe, Lui mi vedrebbe lo stesso. Ecco, il mio inseguitore sta voltando l’angolo… No! La ragazza di poco fa, ancora Lei. La faccio passare, poi rigiro l’angolo e prendo la direzione opposta. Decido di fare un giro lungo, immerso nei miei pensieri.

Sparta. Antica Grecia 400 A.C.
“Benvenuto a Sparta, amico mio… o devo chiamarti Generale?” così mi accolse il Re di Sparta.
“Grazie Re Leonida, non serve il titolo, ma invece un po’ di ristoro per me e per Luce.” risposi.
Con un cenno, Leonida fece imbandire immediatamente un tavolo, in una delle sue stanze, e i suoi fidati guerrieri presero in consegna il mio destriero. Si sedette con me, e mi domandò:
“A cosa devo il tuo arrivo in Grecia, generale?”
Andai direttamente al motivo della mia visita, conoscendo gli spartani, non c’è bisogno di girare troppo con altre parole, per addolcire quello a cui sono destinati, la guerra.
” Leonida, tu sei un guerriero, e gli Spartani vengono addestrati fin da piccoli all’arte della guerra, ma non siete i soli. Tra breve, un altro esercito assai preparato e molto numeroso, invaderà la Grecia. Sono qua per aiutarvi.”
Il Re di Sparta non batté ciglio. Mi disse solo di continuare.
” I persiani si stanno preparando per attaccare la Grecia. Sono almeno di 20 volte più numerosi di voi, e ben addestrati. Se li affrontate in campo aperto vi stermineranno. Ripeto, Io posso aiutarvi, ma non sarà indolore. Se mi ascolterete, potrete tenergli testa, e sperare anche di respingerli. Pensaci alla svelta Leonida, e dimmi se accetterai il mio aiuto, non abbiamo molto tempo. Ti ringrazio per il cibo e il vino, ora però devo andare sulla costa. Domani ritornerò, e mi darai una risposta.”
Leonida mi guardò in silenzio per alcuni istanti, e poi mi rispose: ” Va bene generale. So che di te posso fidarmi, ma come sai, devo riunire il consiglio. Ti aspetterò qui domani, ed avrai la risposta di Sparta.”

Duomo di Milano. Anno 2010
Sono alle spalle di Mia, la guardo… sembra più forte e decisa di quel che immaginavo. Sicuramente è ancora confusa, non sa ancora cosa gli aspetta, e l’incredibile storia che sto per raccontargli, ma il destino quella sera, ha fatto in modo che le nostre strade si incrociassero. Ho dovuto salvarla da Isis, e quel episodio, in qualche modo ci ha legati.
La tocco sulla spalla, e Lei con uno scatto quasi di paura si gira, mi guarda, e rimane in silenzio. Si aspetta certamente indicazioni da me, così le chiedo di seguirmi.
Entriamo nel Duomo, mi ricordo secoli fa quando hanno iniziato a costruirlo, ed ancora non han finito. La porto dietro all’altare principale, ci sono delle scale che scendono verso una stanza non a tutti accessibile, e quindi quasi sempre vuota. Scendiamo, mi fermo davanti ad una parete, porgo i palmi delle mie mani a contatto, e come se la materia si dissolva e riappaia, ci ritroviamo in un altra stanza.
Siamo nella stanza del pensiero. Qui imparo, guardo, e prendo le scelte, ne ho costruite tante in giro per il mondo
Ad esempio, ne ho una anche a Dublino nella biblioteca del Trinity College, una a Berlino, poi ad Atene, e ne esistono altre in tutto il mondo, che usano i miei compagni.  La stanza è un luogo austero, povero. ha solo una panca, un tappeto, ed una finestra tonda, che in verità è lo specchio del mondo. Faccio accomodare Mia sulla panca, ed Io mi metto sul tappeto, di fronte a Lei e rompo il silenzio: ” Signorina Mia, ascolti attentamente. Quello che sto per raccontarle, le sembrerà impossibile, ma le garantisco che è la realtà. Per farle comprendere meglio, le dirò tutto partendo dal principio.”
La ragazza, ancora in silenzio, mi fa solamente un cenno d’assenso con la testa. Il suo timore e la sua curiosità, erano in egual misura presenti nel suo stato d’animo, ma sembra che non sia più così tanto incredula nei miei confronti.
Prima d’iniziare, le feci presente che il registratore nella sua tasca, non le sarebbe servito a niente. La mia voce non rimarrà impressa, perciò può anche spegnerlo, e concentrarsi sulle mie parole:
“Tutto ebbe inizio in un tempo assai remoto, quando Voi non foste neanche pensati. Eloh, colui che tutto può, decise che era giunto il tempo di creare un luogo dove fermarsi, e vivere in pace la sua eternità. Dopo secoli di lavoro, creò la galassia di Dilmun, formata da 5 pianeti: Eli, la dimora. Dae, il costruttore. Enki, il riposo. Gan, il prediletto. Aden, il custode. Fu talmente tanta l’energia e la forza con cui creò Dilmun, che Eloh si scisse. Si divinizzò dando forma e vita proprio ai suoi figli, God e Bael. Tutti e due formatisi quindi dalla stessa identica energia di Eloh. Quella divisione però, oltre a formarne i figli, creò in loro anche nuove energie, le forze dei sentimenti. Proprio grazie a queste, che interagendo con la loro potenza, God e Bael crearono altri esseri, Noi!
Tutti avevamo un compito, e un dono ben preciso, ma niente di paragonabile con l’immenso potere dei creatori. Tutti vivevamo in armonia, ognuno parte integrante di quel paradiso, finche… un giorno qualcosa cambiò. Fu proprio in quel preciso istante, che tutto iniziò.
Spinto da un particolare sentimento, Bael pretese di essere il padrone incontrastato di Aden, e proibì a tutti gli esseri creati da God di dimorarvi, pena la dissoluzione. Allora per tutta risposta, God pretese il dominio assoluto di Gan, e proibì a sua volta la dimora agli esseri creati da Bael, altrettanta pena, la dissoluzione.
Ci adattammo comunque a queste nuove forme di divisione, e tutti continuavamo a vivere in pace tra Noi, ma questo non bastava ai due creatori. Bael voleva comunque il predominio assoluto, e così un giorno, mandò su Gan una splendida creatura, Idra, che fece innamorare a prima vista Ermes, un abitante di Gan. Ermes era talmente innamorato, che senza pensare alle conseguenze, seguì Idra su Aden. Era una trappola. Bael lo stava aspettando, e per la prima volta da quando tutto fu creato, si commise un atto efferato, mai conosciuto prima di allora. Ermes fu dissolto, e di Lui, non restò neanche più l’essenza.
Intervenne God, minacciando di fare altrettanto con gli abitanti di Aden. Iniziò così un duro scontro tra i Creatori, a cui seguirono secoli bui. La galassia si trasformò in un campo di battaglia, finché Eloh, stanco di vedere quello che aveva creato per pace, trasformato in guerra, intervenne. Non poteva scegliere tra uno dei suoi figli, ma però poteva allontanarli. Così gli chiamo a Se, e gli ordinò di andarsene, di combattere la loro guerra in un altro luogo. Nacque la terra e la dimensione in cui vivete. Creandovi però, God e Bael hanno infuso in Voi, anche l’essenza di cui sono fatti  loro stessi. Il Padre di tutto quindi, non poteva rimanere indifferente neanche davanti a questa nuova razza. In voi ha percepito fin da subito la vostra potenzialità, la vostra voglia di continuare a crescere, e cercare una strada amorevole con cui continuare a vivere, ma non potendo interferire contro la sua stessa essenza, ha fatto, e sta facendo, tutto quello che è in suo potere.
Ecco perché sono qua!