Talen Episodio N°3


Le Porte Calde

Sparta. Antica Grecia 400 A.C
Arrivo alla corte del Re Leonida: ” Salve Re di Sparta. Cosa avete deciso con il consiglio?”
Leonida, mi stava aspettando e mi rispose: ” Bentornato Generale, sapevamo dell’imminente attacco dei persiani, e così abbiamo deciso di accettare i tuoi consigli!”
Gli dissi così di seguirmi, ed arrivati nella sala delle riunioni lo feci accomodare al suo posto, e gli prospettai la mia scelta: ” Bene! Così almeno eviterai che la tua gente venga massacrata. Sono andato sulla costa, e ho preso la mia strategia. I persiani attaccheranno sia da terra che dal mare.”
Il Re mi guardava senza proferire parola, così continuai: ” Dovrai allertare le forze navali alleate, ma non per affrontare un attacco diretto alle navi di Serse, ma per portarli, dove non possono muoversi con agilità.”
Solo a queste mie parole, il Re mi domandò: ” Come Generale, loro ci invadono, e Noi piuttosto di difenderci, scappiamo davanti al nemico? ”
Scuotendo il capo, lo richiamai all’attenzione: ” Leonida, se ti difendi in mare, o suolo aperto, non avrete scampo. Le truppe di Serse sono state addestrate da Isis, e sono molto più numerose di Voi. Sarà un massacro. Ascoltami, Tu e la guardia imperiale li fermerete alle Termopili, se vogliono entrare nelle terre della Grecia, dovranno passare da lì. Un posto angusto, e via via sempre più stretto, con pochi uomini riuscirai a tenergli testa. Intanto, la flotta Greca deve riuscire ad attirarli nel golfo Salamina, anche quello, stretto per le imponenti navi persiane, ed affrontarli proprio li. Se vincerete a Salamina, Serse avrà paura di aver conquistato si, un pezzo di Grecia a caro prezzo, ma rischia di perdere il suo impero. Senza navi, è perduto. Vedrai che ritornerà sui suoi passi.”
Guardandomi, Leonida aggiunse solo: ” Generale, sei diabolico, non vorrei averti contro. Comunque ho fatto bene a gettare nel pozzo gli ambasciatori di Serse, venuti a reclamare terre, acqua e cibo. Maledetti!”
Quindi ci congedammo, dandoci appuntamento al giorno dopo, per discutere insieme a tutti gli altri del consiglio, il piano nei dettagli.
Dopo 2 settimane, Leonida, Io e pochi Spartani scelti, partimmo per le Termopili. Arrivammo e costruimmo quello che si chiama un campo base, ed aspettammo l’arrivo dei persiani.

Milano, ai giorni nostri.
Lasciato Mia dopo averle spiegato chi ero, e da dove venivo, ma soprattutto come e perché tutto era incominciato, ero pensieroso, la visita di Is mi aveva turbato. Se è venuto a cercarmi, è perché Bael ha intenzione di affrettare i tempi, e conoscendo la sua furia, metterà in campo tutte le forze a sua disposizione. Dopo secoli, che sia giunta la battaglia finale? Se così fosse, sto mettendo in pericolo la vita di quella ragazza, ma d’altronde, è anche vero che, se vincerà Bael, nessuna vita esisterà più su questo mondo.
Dopo tanto tempo, provo un senso di inquietudine che non mi appartiene.
Voglio bene agli uomini, ho imparato a conoscerli, e valutarli per come sono. Eloh aveva ragione, vale la pena combattere per loro, e cercare di salvarli con ogni mezzo. Pensavo che, dopo quelle che gli uomini chiamano le grandi guerre, ci sarebbe stato un periodo di transizione pacifica e prolungata, ma evidentemente mi sto sbagliando. Devo partire. A Roma c’è qualcuno che, può aiutarmi a capire meglio.
Avviso Mia di prepararsi, voglio portarla con me. Mi servirà per documentare, ed aprire una visione nuova agli uomini. Tra breve, dovranno finalmente sapere della guerra che stanno combattendo, e prendere le giuste scelte.
Il giorno dopo, siamo sul treno ad alta velocità che, ci sta portando nella capitale d’Italia, la città eterna, Roma.
Stiamo in silenzio seduti di fronte, ma ogni tanto la osservo. Non osa chiedermi niente. Non so se le incuto ancora timore, o inizia a fidarsi di me.
Dal finestrino, le immagini che vediamo, sono sicuramente diverse. Mia noterà il paesaggio, Io rivedo le immagini di secoli passati. L’impero romano, il medioevo, i cambiamenti subiti da queste terre che conosco fin troppo bene, le avventure vissute, e la gente conosciuta, secoli di storia.
All’altezza di Firenze decido di rompere il silenzio, guardo Mia, e le dico: ” Sa signorina, tempo fa ero ospite da queste parti, insegnavo in una bottega di Firenze. La bottega di Andrea del Verrocchio, e li incontrai un ragazzo, vispo, allegro, un po’ burlone come si dice da ste parti, ma di una intelligenza direi quasi sovraumana, lo notai subito.”
Mia sorridendo, mi anticipò:” Immaginavo… mi sta parlando di Leonardo da Vinci. Ormai mi sto abituando a Lei, ed inizio a conoscerla meglio… a proposito, come la devo chiamare? Generale, o Signor Talen, o Dottor Talen?”
Io ridendo, gli dissi di fare come preferiva. Mia era sveglia, intelligente, e bella. Tre doti rare, se non uniche, racchiuse nella stessa persona. Inizio a credere che, il nostro incontro non sia stato casuale.
L’annuncio dell’imminente arrivo a Roma, ci fa preparare.
Ora che siamo giunti a destinazione, inizio a vedere un velo di curiosità nel volto di Mia. Roma, oltre al fascino antico, ha dei segreti millenari racchiusi in se, e personaggi sconosciuti ai più, ma custodi di segreti e forze sovraumane. Per questo, avviso Mia di prepararsi a conoscere un personaggio, simile a me.

Termopili ( Le porte calde )  Antica Grecia
Sentiamo il vento caldo, soffiare sui nostri volti. Quell’aria mi porta l’odore di Serse. I persiani stanno arrivando.
Ci prepariamo allo scontro, con la consapevolezza che, probabilmente nessuno rivedrà i suoi cari. Io mi sento a disagio nel mio privilegio, di poter ritornare ancora. Ma la prima morte, come un Amore, non si scorda mai.
Tra gli Spartani, sono stati scelti i migliori, e con figli, in modo che la discendenza continui.
Uomini rudi ma valorosi. Sanno di andare incontro alla morte, ma con dignità vogliono salvare la loro terra, ed il loro popolo.
Eccoli! Da quassù assistiamo allo sbarco, sembrano formiche tanto sono numerosi. Il mare quasi non si vede più, coperto dalle navi persiane che continuano a sbarcare uomini, animali, e mezzi per affrontare questa battaglia.
Tutta la notte ed il giorno dopo, è un continuo di sbarchi.
Ci siamo. Sanno che li stiamo aspettando, e così mandano degli ambasciatori.
La loro proposta non si fa attendere: ” Serse, il grande Re, vi manda a dire che, se sceglierete di consegnare le armi, vi verrà salvata la vita, e potrete continuare a vivere come sudditi, con le vostre famiglie, in una terra che vi verrà assegnata.”
La risposta di Leonida non tardò ad arrivare. Infilzò il primo con la sua spada, buttò giù dalla rupe altri due, e lasciando vivere il quarto, gli disse: ” Digli al tuo Re, che se vuole le nostri armi… di venirsele a prendere.”
La battaglia è incominciata, la prima linea cerca di sfondare il nostro avamposto, ma in quel posto angusto, più di 10 uomini alla volta non possono entrare, e contro le nostre doti… alla sera era disseminato di cadaveri persiani.
Noi avevamo avuto due perdite, loro almeno un centinaio.
Il morale era alto. Ci prendemmo un attimo di riposo, poi su idea di Leonida, gli spartani costruirono un muro, proprio con i morti persiani. Alle prime luci dell’alba, lo spettacolo che si presentò alle truppe di Serse venute ad attaccare, gli lascio senza fiato. Cosi cambiarono strategia, e uomini. Iniziarono con una pioggia talmente intensa di frecce, che il cielo si oscurò. Ma eravamo pronti anche a quello, con i miei poteri avevo scavato delle grotte nella roccia, ai lati del  passaggio delle porte calde, e lo sforzo dei persiani, non ebbe nessun risultato. Anche lo scontro successivo con la cavalleria persiana, che dopo aver buttato giù il muro, fatto con i corpi dei propri compagni, non ebbe nessuna conseguenza significativa.
Al terzo giorno, i persiani non erano avanzati di un metro.
Serse era furioso, e chiamò l’unico essere che, poteva aiutarlo. Lui, proprio Lui, Is. Lo invocò, ed Isis apparve sotto forma di pantera. Serse lo pregò di aiutarlo, ed Is chiaramente, accettò molto volentieri.
Gli indicò un sentiero che, costruito da Lui nottetempo, aggirava le Termopili. Intanto che, alcuni uomini ci tenevano impegnati, altri avrebbero potuto percorrere quel sentiero, ed aggirarci, prendendoci così alle spalle.
Misi al corrente Leonida e gli spartani, sia del nuovo alleato di Serse, che dell’esistenza di questo nuovo sentiero. Potevamo scegliere se ritirarci, o continuare a combattere, dando così modo alla flotta greca di organizzarsi, per la battaglia di Salamina. Decidemmo di combattere.
Ci salutammo, consapevoli che non ci saremmo più rivisti, almeno in questa vita, ma un giorno avremmo ancora bevuto insieme.
Ci attaccano, usando anche le armi di Is, bestie sovraumane.
Per ora riesco a tenerle a bada con Amos, lasciando il grosso, a difesa della retroguardia.
La battaglia è ad un punto cruciale. Un cavaliere nemico sta colpendo Leonida alle spalle, mentre si sta difendendo da ben tre soldati persiani, ed alcune frecce stanno per colpirci.
Serse non esita a sacrificare anche i suoi uomini, pur di arrivare alla vittoria.

Decido di fermare il tempo, ma posso farlo solo, per pochi attimi. Batto Amos, e tutto si ferma. Sposto Leonida, ed alcuni suoi guerrieri. Posso salvarli per questa volta, ma poi non potrò farlo ancora nel breve. Ribatto, e le frecce ed il cavaliere, non trovano più i suoi bersagli.
Guadagno tempo. Intanto la retroguardia ormai, è sopraffatta. Is, sta facendo strage. Lascio gli ultimi spartani a combattere, al loro destino, e mi avvio verso Is, e le sue bestie.
Sono tanti, decido di prendere un giovane spartano con me, e mi scaglio contro di loro. Il mio obiettivo è aprirmi un varco, e poter salvare il giovane. Dovrà essere la memoria vivente di quella grande battaglia.
Attiro contro di me le bestie, saranno alte almeno due metri, e sono furiose. Alimentate dalla furia di Is, il generale oscuro di Bael, mi attaccano immediatamente, non vogliono farmi pensare. Con Amos, appena le tocco svaniscono, ma una riesce a colpirmi una spalla con i suoi artigli. Cado con un ginocchio a terra. Decido quindi il tutto per tutto, mi lascio andare a terra, perché so che cosi, le bestie si avventeranno tutte su di me, ed il ragazzo potrà trovare scampo.
Eccole, si stanno scagliando tutte addosso a me… faccio segno al ragazzo di andare. Lui mi guarda un attimo, e poi inizia a correre verso la salvezza.
Mi stanno colpendo da tutte le parti, ci siamo… sta arrivando, la mia prima morte. Aspetto ancora che, siano tutte su di me, poi ruoto Amos di mezzo giro, e lo alzo con la punta in alto. Un boato atroce, ci fa svanire. Il mio corpo si è dissolto, ma con me anche le bestie.
Sto fluttuando nell’aria senza corpo, solo con lo spirito, ma con me c’è sempre Amos, siamo inseparabili ormai, uno è parte dell’altro.
Vedo gli ultimi istanti della battaglia, la morte di Leonida, e degli ultimi spartani, ma vedo anche il ragazzo che ho salvato, ormai è al sicuro.
Dove sono? Una luce talmente forte mi impedisce di vedere… e mi sento leggero, libero, quando una voce mi annuncia: ” Bravo Generale! Hai salvato molti uomini. Sono fiero di te, non hai esitato a sacrificarti, ma la tua missione non è finita. Dovrai affrontare ancora mille battaglie, e salvare quante più anime potrai. Ritornerai tra gli uomini. Eloh ha parlato.”