Talen Episodio N°4


La Grande Biblioteca

Roma 2017
Stiamo percorrendo a piedi, le strade della capitale d’Italia. Io questa città, l’ho vista crescere, cadere, cambiare nelle sue forme, mentre Mia, sembra conoscere la città moderna, quasi meglio di me, ma non mi dilungo a spiegarle il cambiamento che, ha dovuto subire in quest’era.
Arriviamo davanti ad un portone, molto vicino a San Pietro. Lo stemma inciso sul fronte del portone, non mi fa esitare nell’entrare. Prendo Mia con una mano, e le dico di starmi vicino. A quelle parole mi guarda allarmata, ma la tranquillizzo subito, spiegandole che la persona, a cui stiamo andando a far visita, è un amico di vecchia data.
Ser August però, è un personaggio stravagante, che non ama molto la compagnia.
Passato l’androne, entriamo in una corte piena di alberi, fiori, cespugli, e vialetti. All’apparenza un giardino come tanti, molto ben curato, ma Io so che non è così. Davanti a Noi, si presentano tre vialetti di ghiaia bianca, quindi decido di fermarmi e chiedo a Mia: ” Quale prenderesti? ”
La ragazza, senza porsi troppe domande, mi dice: ” Non saprei, ma tanto uno vale l’altro. Se non te ne sei accorto, tutte portano a quella palazzina di fronte, dove si vede l’ingresso laggiù. ”
Sorridendo la guardo, la sento carica, muore dalla voglia di vedere dove la sto portando, e chissà quale altra storia raccontarle, o vedere. Allora decido di giocare un po’ con Lei, e la invito ad andare avanti. Sempre tenendola per mano la seguo. Prende il vialetto centrale, all’apparenza il più diretto per arrivare alla palazzina. Intanto che Mia mi precede, guardo le specie di vita vegetale che, adornano il giardino, e devo riconoscerlo, August  ha fatto veramente un ottimo lavoro. Nessuno immagina che, in quel giardino mischiati ad altri comuni, esistono fusti, e fiori, ormai estinti da secoli.
Improvvisamente, sento tirarmi la mano, e Mia mi dice: ” Mah?? Sono almeno cinque minuti di orologio che stiamo camminando, e la palazzina è sempre là davanti, alla stessa distanza di prima. Talen non è possibile.”
Ed Io le rispondo: ” Finalmente te ne sei accorta. Credevo che si facesse notte.”
“Dimmi che non è possibile. Questo è un altro dei tuoi trucchi vero? ” mi dice quasi seccata.
“Veramente Io non uso nessun trucco, non sono un mago. Invece August, diciamo che ne usa qualcuno per stare tranquillo, ma più che magia, la definirei conoscenza.”
“Vieni, seguimi…” aggiungo. Prendo così un vialetto alla mia destra, e dopo pochi metri, entro dentro un praticello, e sempre tenendo Mia per mano, arrivo davanti ad un salice, dove i suoi rami folti, e lunghi, creano una specie di grande cespuglio. Allargo con le mani, le foglie, ed entro. All’uscita, siamo davanti ad una porticina davanti alla palazzina che si vedeva dall’inizio.
Mia mi guarda un po’ sconvolta, e mi dice: ” Se non è magia questa, che razza di diavoleria è?  Credo che dovrò abituarmi a queste situazioni inspiegabili, vero? ” Io annuendo con il capo, le faccio segno di seguirmi.
Appena apro la porta, una voce mi da il benvenuto: ” Generale… ma quanto tempo… sapevo che saresti passato a trovarmi. ”
“August, vecchio amico mio, spero tu stia bene. A proposito, ti faccio i miei complimenti per le specie del tuo giardino, alcune erano secoli che non le ammiravo più.”
Una figura esile, con indosso una specie di saio, appare da una porticina alla nostra sinistra. Togliendosi il cappuccio, mi allunga la mano in segno di saluto. Io contraccambio stringendogliela, quando mi dice: ” Vedo che non sei solo… ma che hai con te, un altrettanto bellissimo fiore. Devo dire, uno dei più belli che ho mai visto.”
Quindi passo alle presentazioni: ” August, questa è Mia. Mia ti presento un vecchio amico, August…” e passando la mia mano, prende quella di Mia, e con un baciamano elegante si presenta a sua volta, con un: ” Incantato da cotanta bellezza.” Mia ringrazia, ma quando vede bene in faccia August, mi da una gomitata, e facendomi segno con il dito,e balbettando mi dice: ” Ma Lui…Lui…Lui è… no! Non è possibile… Lui è uguale ad Albert Einstein.”
Accorgendosi dello stupore della ragazza, August interviene: ” Veramente mi chiamo August, ma se vuole, o preferisce, può chiamarmi anche Albert.” ed aggiunge: ” Prego seguitemi, andiamo a sederci. Scusate il disordine,  stavo riordinando alcune cosine, ma posso fare in un altro momento, certe visite sono così rare.”
Entrando nella porticina da cui era uscito, davanti a Noi, si espande un immenso salone, alto almeno 15 metri e lungo all’incirca 200… immenso e… pieno di libri. Un immensa biblioteca.
“Dimmi che sto sognando.” Mia non riesce a dire altro.
Io la rassicuro:” No, non stai sognando. Ti avevo avvisato che August era uno simile a me.”
August, ci fa accomodare su delle sedie attorno ad un tavolo rotondo, e prende parola:” Allora Generale… a cosa devo la tua visita? Le stelle indicano movimento, sei qua per questo vero?”
“Si August! Is è venuto a cercarmi, abbiamo avuto un piccolo scontro,  ma se mi ha affrontato così apertamente, vuol dire che i tempi stanno stringendo, o sta cercando qualcosa. Tu potresti sapere qualcosa. Quella sera, è stato anche l’incontro con Mia, Lei passava di lì, e sento che non è stato un caso.”
“Capisco Generale… God, ha voluto darti un aiuto, o almeno, così lo intendi vero?” continua August.
Mia intanto non riesce neanche a seguirci. Sta ancora osservando in silenzio tanta meraviglia che gli si para davanti agli occhi. August se ne accorge, e la richiama: ” Signorina… mi scusi. Visto che è tanto affascinata dalla mia biblioteca, se vuole può visitarla, ma attenta a non perdersi…come fuori poco fa. Potrei ritrovarla tra cent’anni.”
Intervengo anch’io, vedendo la ragazza perplessa:” Mia, sta scherzando. Vieni, ora ti spiego con chi abbiamo l’onore di sedere.” Inizio così, a spiegare a Mia:” August, o se preferisci Albert, è un personaggio geniale. Molto più giovane di me, anche se non sembra. Diciamo che Lui è figlio della mia genesi e della vostra. Ha il dono della conoscenza, che come vedi, possiede in ogni sua arte. Qua studia ogni fenomeno che succede, fisico, matematico, chimico, biologico e anche materie occulte e tutte le arti. In questa biblioteca, c’è l’intera conoscenza umana e alcuni testi, anche non umani.” Lascio a Mia il tempo di capire, e continuo:” Fuori, quando eravamo nel giardino, e questa stanza, sono state costruite con lo stesso principio. Esiste un modo, per far chiudere in se qualsiasi cosa, in modo che non esista ne un inizio, ne una fine, ne una partenza, ne un arrivo. La biblioteca che vedi, è molto più ampia. Tu vedi solo, una piccola parte. Ora cercherò di spiegartelo, d’altronde, anche August questo principio l’aveva portato a conoscenza dell’uomo, in forma ridotta,  ma devo dire che l’hanno usato bene, per quello che potevano.”
Presi un foglio di carta, e con il mio potere, senza bisogno di forbici, passando le mani sopra di taglio, ne formai una striscia lunga e larga all’incirca 5 cm. Formai un cerchio, ma nel farlo, girai un capo su se stesso, e lo attaccai all’altro, così da formare un cerchio con una parte elicoidale. Glielo mostrai e le dissi:” Vedi! Immagina le due rette su ogni lato esterno del nastro. Sembra che si incrocino, ma invece non si incontreranno mai, nonostante percorrano la stessa superficie, sia sopra che sotto, che a destra e a sinistra, sia in alto che in basso.Per farlo, devi rompere o attraversare il nastro. Questo abbiamo fatto fuori, quando siamo passati attraverso il salice. Così è anche costruita la biblioteca, se vuoi accedere a determinati testi, devi attraversarla.”
Mia mi guarda incantata,  scuote la testa e mi dice: ” Il nastro di Mobius… certo… e chiaramente, August è l’inventore… giusto?”
Ed Io confermando a mia volta, aggiungo:” Sì, giusto! Più che inventarlo però, lo ha scoperto. Sua è anche la teoria, che poi tanto teoria non è… della relatività. Mia… August e Albert, sono la stessa persona.”
Indicando con un dito August, che intanto sorrideva vistosamente, e ruotando un po’ il capo mi disse:” Vuoi dirmi che questo signore… sia August Mobius, sia Albert Einstein. Cioè, Io sono davanti e… sto parlando, con Albert Einstein?”
“Si Mia! Voi lo conoscete in entrambi i modi. Per me è un caro amico.” Poi rivolgendomi ad August, gli dissi:” Ora però, credo che la ragazza abbia bisogno di qualcosa di forte. Ci prepari uno dei tuoi miracolosi intrugli? Poi passiamo alle cose più serie. Hai qualche risposta al discorso che ti ho accennato prima?”

August concluse così, prima di alzarsi a preparare quello che gli avevo chiesto:” Generale, ora beviamo quello che mi accingo a prepararvi. Dopo ti faccio vedere, quello che sta succedendo, sai che l’universo non mente. Non so ancora, di preciso, ma qualcosa sta per accadere. Per quello, sapevo che saresti arrivato. Sembra che una porta si stia aprendo. Cosa ne uscirà, forse Tu potresti saperlo meglio di me, ma ho la sensazione che, non sia niente di buono.”

Fine Prima Parte…