Talen Episodio N°5


Le Creature di Bael

Roma 2017
La ricetta di August come sempre, ottiene i suoi effetti. Mia sta dormendo, dopo una lunga giornata piena di misteri, ha bisogno di un meritato riposo. Invece Io ed August, ci prepariamo ad osservare quella misteriosa apparizione nell’universo. Siamo nella stanza dell’osservatorio, dove un miscuglio di innovazione tecnologica, applicata a scienze antichissime, si fondono in un luogo quasi unico sulla terra.
August, sta trafficando ed osservando nel suo potentissimo telescopio. Ad un tratto si ferma, e mi dice: ” Ecco Generale, questo è quello che sta succedendo. L’unica cosa che posso dirti è solo che, è apparsa come un puntino all’incirca un paio di settimane fa. Vieni, guarda tu stesso.”
Raccolgo l’invito, ed osservo. Quello che vedo  sarebbe incredibile per chiunque, ma non per me. Un cerchio di materia, vapori, detriti, sta girando pressappoco ad una velocità di 90.000 km al secondo. Un cosiddetto buco nero.  MI soffermo ancora per un attimo ad osservare, poi stacco l’occhio dal telescopio e, guardando August gli dico: ” August, Io so che cos’è! ”
Lui guardandomi mi risponde: ” Anch’io so cos’è! Un buco nero. Però so anche che, lì non ci dovrebbe essere, e non può essersi ingrandito così tanto, in così poco tempo. Non è normale, quindi dimmi che cosa sai che, Io ignoro? ”
Pensando un momento, gli faccio segno di guardare a sua volta nel telescopio, e mentre osserva puntualizzo: ” Se noti bene, ha una caratteristica che tutti gli altri buchi neri non hanno. Il plasma! La materia attratta nel buco nero, dovrebbe provenire da qualcosa, da una stella morente, da detriti attratti, ma qua non c’è niente di tutto questo. Cosa più importante, se noti bene, è la luce. I lampi di energia sono nel mezzo, e vengono proiettati verso l’interno.”
Immediatamente mi risponde: ” Per tutti i fulmini del cielo, hai ragione! Non solo quella cosa non dovrebbe essere li, ma addirittura, non dovrebbe neanche esistere. Lo sentivo che era strana, ed ho la sensazione che non porti a niente di buono. Cosa sai a riguardo?”
Guardandolo, gli rispondo: ” Niente di preciso August. Credo che, quella cosa sia una specie di passaggio. Il buco nero, è stato creato dall’altra parte dell’universo, e quindi serve a far uscire ed espellere, e non ad attirare. Io ho già visto una cosa simile…ormai secoli orsono. Quella volta, come dici tu, non ha portato niente di buono.”
All’improvviso, la porta dell’osservatorio si apre, è Mia. Interrompo il mio discorso, la guardo e, le do il buongiorno. Lei mi guarda e mi dice:” Ho fatto un sogno strano Talen. Ero nella biblioteca del Signor…. Albert, quando all’improvviso una voce, strana, suadente, mi invitava a seguirla. Io come ipnotizzata l’ho fatto e, mi ha condotta davanti ad uno scaffale. Un libro, improvvisamente mi è caduto ai piedi, e la voce mi ha invitato a raccoglierlo, ed aprirlo. Appena l’ho fatto, una forza che non riuscivo a comprendere, mi spingeva la faccia contro le pagine, come se dovessi attaccarmi a loro. Non riuscivo a resistere, appena ho appoggiato il viso dentro, non so come, riuscivo a vedere dall’altra parte. Vedevo un sacco di gente strana, di forme diverse, esseri mai visti che, stavano costruendo oggetti strani. Non so… era come se potessi osservare tutto dall’alto. Poi improvvisamente, mi sono svegliata, ed ero davanti a questa porta. L’ho aperta… ed eccomi qua. Cosa sta succedendo?”
Io la rassicuro, ed intanto guardando di sfuggita August, le dico: ” Non preoccuparti Mia, è solo un sogno. Venite, andiamo a metterci comodi, e mentre August ci prepara una buona pietanza, vi voglio raccontare una storia. Andiamo!”
Siamo seduti a tavola, tutti aspettano quello che ho da raccontargli, così incomincio: ” Ascoltatemi bene, dovrò partire da una storia accaduta tantissimo tempo fa, e non sulla terra.”

Pianeta Gan nella galassia di Dilmun.
La pace regnava incontrastata su tutto il pianeta. La vita trascorreva in tutta la sua beata tranquillità.
Eloh, radunava intorno a Lui tutti quanti sul pianeta Enki, la dimora. Quel giorno, me lo ricordo molto bene, aveva invitato tutti per festeggiare.
La festa era incominciata, c’erano tutti, God, Bael. C’ero anch’io, con mia moglie Ann, e mia figlia Matil. Tutti eravamo grati a Eloh, ci aveva creati, dato una dimora, e la felicità. Ci aveva insegnato il rispetto e, l’amore per la vita. Tutto stava procedendo per il meglio, quando Bael prese la parola. Ringraziando il creatore, ci intimò di essere sempre riverenti nei confronti di suo Padre, ed anche verso di Lui e suo fratello. Quelle parole però, nascondevano un interesse ben più grande della semplice gratitudine. Infatti, mentre tutti eravamo intenti ad ascoltare, qualcosa stava per succedere nei cieli di Gan.
Nessuno di Noi se ne accorse, Bael con i suoi poteri, aveva tenuto all’oscuro tutti quanti. Solo Eloh, gli domandò cosa stesse accadendo, perché sentiva una forza nuova, ma oscura, avvicinarsi a Dilmun. Chiaramente, suo figlio non gli disse tutta la verità, si limitò a raccontargli solo una parte. Aveva creato una nuova forza che, ci avrebbe permesso di restare più uniti… così disse. Guardate, guardate in cielo, e vedrete qualcosa di formidabile. Infatti sopra Gan, un puntino che sembrava disegnato, girava a velocità sorprendente, e sotto i nostri occhi, diventava sempre più grande. Intervenne allora God, e chiese al fratello, che cosa ne avesse fatto di tanta energia, racchiusa in così poco spazio, ma Lui schivando ancora il vero motivo, rispose che, era un altro modo per creare altri esseri, e donarli a tutti Noi, in segno di riconoscenza verso il Padre, e a tutta Dilmun.
Quando tutto terminò, ognuno ritornò alla sua dimora, ma Io non mi sentivo tranquillo, qualcosa mi turbava. Quella notte mi venne in sogno God, e mi disse di stare in guardia. Proteggi i tuoi uomini mio Generale, e porta la tua famiglia in un posto sicuro. Temo che qualcosa stia accadendo. Alla mattina così feci. Portai la mia famiglia nella nostra dimora celeste, e radunai tutti i miei uomini.
Chiesi a tutti se, fosse successo qualcosa di diverso dal solito. Tutti mi risposero in modo negativo, ma non ero tranquillo, sentivo che qualcosa stava per succedere. Fino ad allora, nessuno di Noi aveva mai usato i propri poteri per colpire qualcuno, tutti li usavano, solo per il bene della nostra galassia. Non conoscevamo la battaglia, lo scontro, l’invidia, ne il potere. Per Noi, era normale vivere in pace.
Iniziammo così un nuovo normalissimo giorno, quando un boato assordante, ci distolse dalle nostri arti. In cielo, quel puntino era diventato enorme. Una marea di nuovi esseri, uscirono e si sparsero tutti intorno a Noi. Una voce dal cielo poi ci avvisò, era la parola possente di Bael: “Queste sono le mie nuove creature, saranno i miei fedeli servitori, e faranno ciò che gli dirò. Per loro ho destinato Aden, vivranno là.”
Nel giro di poco tempo, Aden fu così abitato dalle creature di Bael. Noi li conosciamo come Macron, e tra loro, è stato creato anche il generale Isis. Per secoli andammo comunque avanti in pace, anche se nelle creature di Bael, ogni tanto affioravano gesti o comportamenti, inusuali. Più di una volta, Eloh in persona ha dovuto richiamare quelle creature, a rispettare tutto nell’universo di Dilmun, luogo sacro, di totale libertà e pace. Non solo, da quando Aden fu popolato, God ci invitò a trascorrere più tempo con Lui, insegnandoci ed infondendoci, nuove doti. Praticamente, ci addestrò a nuove azioni che, presto avremmo dovuto mettere in pratica. Infatti, poco dopo arrivò il giorno funesto della dissoluzione di Ermes, e l’inizio della guerra.

Roma, biblioteca di August.
Tutti stavano in silenzio. In passato, avevo loro solo accennato l’inizio della guerra, ma mai prima d’ora, gli avevo raccontato di come iniziò. L’apparire di quel nuovo buco nero, molto simile a quello di Dilmun, le ultime sensazioni, la visita di Isis… tutte queste cose, hanno le caratteristiche che, qualcosa di pericoloso sta per succedere. Mai prima d’ora, da quando la battaglia si era spostata sulla terra, tante coincidenze erano successe, in modo così ravvicinato. Inoltre il mio senso di inquietudine, non accennava a placarsi.
Mia ed August non proferivano parola, percepivano anche loro la pericolosità della cosa, poi il sogno di Mia, non era un semplice sogno, qualcuno mi aveva mandato, tramite Lei, un messaggio. Questo dimostra per l’ennesima volta che, il nostro incontro non è stato casuale. Comunque li tranquillizzai, dicendo di rilassarci un attimo, ma loro, sempre tesi, mi pregarono di continuare. Volevano sapere…