Talen Episodio N°6


La Dissoluzione

Pianeta Gan nella galassia di Dilmun
Ero con la mia famiglia nel rifugio celeste, stavamo guardando i due soli di Gan. Avevo appena finito il mio turno di custode, nella dimora di Eloh, e dovevo riposare. Mi addormentai, ed in sogno mi apparve God:”Generale, devo parlarti. Appena ti sveglierai, vieni subito da me. Ora riposa, e ricorda, quando verrai al mio cospetto, non farti distrarre da niente e, da nessuno. Ti aspetterò, ma ricorda, da niente e da nessuno.”
Quando mi svegliai, rimasi un attimo perplesso. God avrebbe potuto convocarmi quando e, come voleva, in qualsiasi momento, ma ha scelto il metodo più privato, il sogno. Questo può voler dire solamente che, non vuole far sapere a nessuno, della mia convocazione… e poi, quell’avvertimento… non capisco immediatamente, ma qualcosa mi turba. Saluto mia moglie Ann, e bacio sulla fronte Matil, gli dico solamente che, devo fare un servizio urgente, nascondendole il vero motivo per cui devo allontanarmi.
Durante il tragitto però, succede qualcosa di altrettanto strano. Incrocio Isis, il più forte essere uscito dall’energia della porta nera, creata da Bael. Mi fermo guardandolo, e Lui fa altrettanto. Stiamo in silenzio per un po’, e mentre lo osservo capisco che, quell’essere ha qualcosa di strano. Percepisco una forte energia, ma anche qualcosa di molto oscuro dentro di Lui.
Rompe il silenzio: “Salve… Generale Talen… giusto?”
Io mi limito a fare solamente un cenno affermativo con il capo, così Is continua: “Il Maestro delle arti e della saggezza. Comandante delle sette Legioni. Sono molto lieto di incontrarla, ho sentito parlare di Lei come una leggenda. Forte, deciso e, buono.”
Tutte queste smancerie non mi convincono, sento sempre una forza oscura, presente dentro di Lui. Quindi cerco di congedarlo semplicemente con un grazie, senza aggiungere altro, ma Is probabilmente, aveva altre intenzioni e continuò: “Dovrebbe essere più loquace cono un suo pari.” e poi con un sorriso ironico aggiunge:” Mi scusi Generale, è vero, non mi sono presentato. Sono Isis, o Is per i miei uomini. Sono il Generale dei Macron.” e mi viene incontro porgendomi una mano, in segno di presentazione. Mi limito ad allungare la mia in segno di cordialità, facendomi sfuggire un misero: “Piacere.”
Appena gli stringo la mano, Is immediatamente si trasforma in un Grifo. Un essere alato con artigli e becco taglienti, come la più temibile delle lame. Il Grifo è solito dimorare nel giardino di Eloh, custode dei suoi meravigliosi alberi da frutto. Immediatamente la ritraggo, e Lui ridendo mi sottolinea: “Ahah… non si spaventi Generale. Ho solo voluto farle vedere una delle mie abilità. Mi scuso se l’ho spaventata. Per farmi perdonare se vuole, la invito su Aden, così da farle conoscere più a fondo le mie Legioni. Saranno lieti di conoscerla.”
Lo guardo inclinando un poco il capo, e rispondo: “Non mi ha spaventato Generale, ma solo sorpreso. Di solito quando mi presento a qualcuno, non è mio costume farlo con le mie abilità. Per il resto si ricordi solo che, ci hanno fatto dono di alcuni poteri per essere migliori, e sfruttarli a fin di bene, non per vantarsi” Poi ricordandomi improvvisamente le parole di God, “da niente e da nessuno”, concludo: ” Per l’invito su Aden, sarà per un altra volta. Ora ho un impegno urgente ed importante. La saluto… e si diverta pure con i suoi uomini. Arrivederci.”
Isis non pronuncia nessuna parola finché, non sto per riprendere il mio percorso, e mi annuncia: ” Bene, si vede avrà meglio da fare. Comunque non si preoccupi che, ci rivedremo molto presto, ci può contare.”
Suonava come una minaccia. Faccio fatica a non replicare, ma decido di non raccogliere… e senza neanche girarmi, vado diretto verso la mia destinazione.

Biblioteca di August. Roma 2017
Mia ed August, sono come ipnotizzati dalle mie parole. Capisco che per Loro, è difficile comprendere spazi e movenze della galassia di Dilmun. Cerco di lasciarli un attimo di tempo, per elaborare. Senza togliere nulla alla perspicacia di Mia, il primo a farmi una domanda è August, d’altronde Lui è forse il più grande genio che, sia mai nato sulla terra, conosce arti che gli uomini chiamano magiche, od oscure, ma che invece, sono solamente un applicazione di altre forme, dimensioni diverse, della conoscenza. Un limite che è bene rimanga tale. Gli uomini non sono ancora del tutto pronti, alla conoscenza approfondita.
“Quindi è così che hai conosciuto Isis… il genio del male… perché non gli hai mozzato subito la mano?” mi domandò.
Intervenne anche Mia: ” Isis, è quel essere che Tu hai cercato di non farmi vedere, negandone l’esistenza e, raccontandomi un sacco di bugie… quindi Tu e Lui, venite dallo stesso posto.”
“Si e no! Siamo profondamente diversi… Io cerco la luce… Lui le tenebre…” la mia risposta, ed aggiungo: ” Comunque non è come ho conosciuto Is quello che voglio dirvi, ma di cosa potrebbe succedere, se quella manifestazione celeste sia ciò che temo.”
Mi alzo ed esco dalla stanza dell’osservatorio, ho bisogno di star da solo e, pensare. Se fosse ciò che temo, da quel passaggio potrebbero venire pericoli micidiali per il bene dell’umanità, e il mio compito, è salvare quante più anime possibili. Nonostante tutti i miei secoli e, le mie conoscenze, ancora mi domando del perché, tutto questo? Avevamo un intera galassia creata solo sulla benevolenza, sul rispetto e, la felicità di esistere, perché tutto questo? A volte la mia fede verso i creatori ha un declino, a volte insopportabile. Ho vissuto guerre, nel mondo dove provengo, ho vissuto atrocità incomprensibili persino per me sulla terra. Tutto per cosa? Mi domando a volte se, il libero arbitrio imposto dal supremo Eloh, abbia un senso e, se sia giusto… sono attimi di smarrimento.
La fede, devo avere fede. Ci sono forze che, nemmeno Io posso comprendere. Posso solo valutare ciò che ho visto e vissuto. Eloh ha sempre voluto il bene e la pace per tutti, ma non ha mai imposto nessuna condizione per questo. Chiedere la benevolenza in cambio di qualcosa, sarebbe come imporla, e questo può far crollare tutte le galassie degli universi. Dopo attimi di smarrimento, ritrovo la forza di continuare. La fede, è l’unica cosa che conta. Decido così di raccontare il resto e, combattere ancora.

Galassia di Dilmun
“Sono qua mio creatore. Volevi parlarmi… ti ascolto.” …così mi rivolgo a God.
“Mio Generale, dobbiamo prepararci a nuovi eventi che, mai avremmo potuto immaginare. La pace così come l’abbiamo conosciuta, sta per terminare. Ogni energia negli universi celesti ha due componenti, una positiva ed una negativa. Dobbiamo scegliere da che parte stare.” …le parole di God.
” Mio Signore, Io ho scelto dal primo istante della mia esistenza. La benevolenza e la pace sono gli unici mezzi della ragione della vita stessa.” la mia risposta… seguita dalla mia domanda: ” Dimmi mio Signore, come posso esserti d’aiuto? Cosa temi per l’incolumità della galassia?”
“Bael… temo Bael e le sue creature. Devi ordinare ai tuoi uomini, di non mettere più in nessun caso, la propria essenza su Aden. Mai più.!” e poi continuò con quello che, mai avrei voluto sentire: ” Quando Eloh ci ha creato, l’energia usata era sia positiva che, negativa, ed ora in Bael, sta uscendo proprio la negativa. Ha richiesto il predominio assoluto di Aden. Ha creato quei nuovi esseri, i Macron, per essere custodi e servitori dei suoi scopi, ma Io sento che, non si fermerà ad Aden, vuole il predominio su tutta la galassia e, renderla schiava. Quindi Io, ho chiesto a mia volta, Gan. Mio Generale, prepariamoci a nuovi tempi, duri.”…
Io rimasi in silenzio, quasi scioccato… God, il mio Signore e creatore, mi stava annunciando una guerra. Mi inginocchiai e, giurai di servirlo sempre, almeno finché, avrebbe combattuto per ristabilire la pace. Poi li feci una domanda logica: ” Ma il Signore supremo e vostro Padre Eloh, cosa dice?”
“Affranto, è affranto, ma Lui non può intervenire a favore di nessuno. Non può scegliere tra nessuna della sua essenza. Potrà solo darci mezzi, o nuovi luoghi, per vivere il nostro destino, niente di più. Mi raccomando Generale, sai quello che devi fare. Bael la furia, non avrà nessuna pietà per nessuno di Voi. Attenzione, perché oltre ad essere potente, è anche astuto. Hai già superato la prima prova, non hai accettato l’invito del Generale di Bael, Is. Questo fa di te il mio prescelto, il mio condottiero. Ora Vai Talen, sai quello che devi fare. Così parla God!” e sparì, lasciandomi nei miei pensieri.
Tornai immediatamente su Gan. Misi al corrente mia moglie Ann, e gli dissi che, d’ora in poi per nessun motivo doveva lasciare la dimora celeste di Gan. Andai nel giardino, e con i miei poteri chiamai tutti i miei uomini a raccolta.
Pian piano, arrivarono tutti, aspettavano questa adunata. Tutti mi dissero che, God gli era apparso in sogno e, gli aveva detto di non lasciare Gan per nessun motivo, in attesa di una mia chiamata.
Stavo mettendo al corrente tutti, di quanto mi aveva annunciato God, quando all’improvviso mi bloccai. Giravo con lo sguardo alla ricerca di un amico mio, un fratello che, non vedevo. Così dopo aver passato in rassegna tutti, domandai: “Ermes? Dov’è Ermes?” … immediatamente, un senso di tristezza s’impossessò di me. Scossi il capo come per mandarlo via, e dissi con tono molto più acceso, quasi urlando: ” Ermes…qualcuno di Voi sa perché non è qui?”
Pensai… era un po’ di tempo che, non veniva a trovarmi ed immediatamente, il senso di angoscia aumentò, finché Astro, un nostro compagno ed amico comune, mi disse: ” Dovrebbe essere su Aden, Generale. Non lo sai? Si vede con una Macron, molto bella anche, dal nome Idra. Effettivamente, da quando l’ha conosciuta era cambiato. Passava quasi tutto il tempo con Lei. Proprio ieri però, era passato a trovarmi e, mi ha detto che, aveva intenzione di andare su Aden, perché Idra l’aveva invitato, a stare da Lei. Credo proprio che, sia lì.”
“Noooo…” urlai alzando gli occhi al cielo. Tutti si spaventarono dal mio urlo, e con un brusio si chiesero del perché?
Subito dopo abbassai il capo… e dissi: ” Amici miei, speriamo che non sia successo niente ad Ermes, in qual caso, preghiamo per Lui.” e finii di raccontare le parole di God.
Tutti si guardarono increduli, alcuni spauriti, d’altronde nessuno, nemmeno Io avrei mai immaginato che, un giorno la pace e la benevolenza della galassia, sarebbe terminata. Ora però avevamo immediatamente un compito, richiamare Ermes su Gan. Chiamai a me Astro e, Uriel, un amico dotato anche Lui di poteri superiori. Ci abbracciammo, così da unire le nostre forze e, chiamammo Ermes.
Niente, non riuscivamo a metterci in contatto con Lui. Riprovammo, potevamo insieme scorgere mille pensieri e movimenti in tutta Dilmun, ma appena cercavamo su Aden, una forza enorme ci respingeva. Riprovammo ancora, ed ancora… ma niente.
“Io vado su Aden a cercarlo” disse Astro.
Intervenni: ” Allora non capisci. Nessuno di Noi potrà mai più andare su Aden.”
“Dobbiamo lasciarlo là? Con il rischio che gli facciano del male?” rispose Astro
“Non abbiamo scelta amico mio. God su questo è stato intransigente. Andare su Aden vuol dire scatenare la furia di Bael. Comunque ti prometto che, scoprirò dov’è Ermes.” poi rivolgendomi a tutti gli dissi: ” Andate a riposare e, portate al sicuro le vostre famiglie. Domani ci ritroveremo ancora qua. A presto amici cari.”
Presi Astro da parte e gli dissi: ” Astro ti prego, non commettere sciocchezze. Cerca di resistere fino a domani. Chiederò a God di trovare Ermes, per Noi. Promettimi però che, non farai niente fino ad allora.”
Astro non disse niente, ma annuì con il capo e ci congedammo.
Quella fu la notte più triste della mia vita. Pregai, pregai tanto finché, molto stanco mi addormentai.
Quella fu anche la notte che, feci il sogno più brutto della mia vita.
Mi ritrovai in una terra desolata, animata solamente da forte vento che, alzava sabbia e faceva rotolare rovi spinosi. Una figura avvolta da nuvole che, gli giravano intorno, mi apparve davanti e quando parlò, riconobbi la voce possente di Bael:” Generale Talen, sei un valoroso, per questo ho deciso di farti vedere cosa è successo al tuo compagno ed amico, Ermes. Guarda tu stesso cosa vi succederà, se oserete contrastarmi, o solamente disubbidire alle mie volontà.”
All’improvviso il vento si calmò e, davanti a me vidi Ermes insieme ad una Macrom, doveva essere Idra. Erano su Aden. Stavano parlando, ed Ermes si vedeva che, era felice. Erano in un giardino pieno di alberi, e notai un pozzo. Idra con fare suadente, invitò Ermes a sdraiarsi sull’erba e, guardare in cielo, intanto gli parlava. Gli raccontava di come sarebbero stati bene insieme, su Aden. Poi all’improvviso, gli disse di chiudere gli occhi e non riaprirli, perché aveva una sorpresa per Lui. Ermes chiuse gli occhi. Immediatamente dal pozzo uscirono altri Macron e tra loro riconobbi, Is. Si avvicinarono ad Ermes, ancora sdraiato e con gli occhi chiusi, in attesa del dono promesso. I macron ormai gli erano a ridosso. Idra allora si porto dietro di Lui e, chinandosi lo baciò su una guancia, poi sull’altra, e per ultimo, sulla fronte. Mentre faceva questo, Is si tramutò in un Fenrir, (un essere gigantesco molto simile ad un lupo). Quando l’ombra del Fenrir coprì quasi tutto Ermes, Idra gli disse di aprire gli occhi. Quando successe, Is senza esitazione, lo colpì violentemente trafiggendolo con i suoi lunghi artigli. Vidi Ermes strabuzzare gli occhi, ma non urlò, guardò solamente Idra negli occhi mentre il suo torace si alzava. Ferito gravemente, con lo sguardo ed una lacrima sembrava che gli disse… perché? Idra non fece un solo movimento, si limitò solamente a sorridere, quasi divertita. Poi Is ritirò i suoi artigli dal corpo lacerato di Ermes, e con una risata li alzò verso il cielo. Dopo pochi attimi apparve Bael che, chinandosi sul povero Ermes, gli sussurrò qualcosa. Gli appoggiò la mano sulla testa… ed una luce avvolse Ermes. La luce era all’inizio bianca, poi pian piano si scurì e, divento blu, poi improvvisamente… diventò nera…ed Ermes si dissolse. Di Lui non era rimasto niente.
Io rimasi immobile, poi guardai Bael e gli domandai: ” Perché? Perché fai tutto questo?”
Lui ridendo, con la sua possente voce mi rispose: ” Non sono affari che ti riguardano Generale. Ritieniti fortunato che, non hai accettato l’invito di Is. Hai visto a cosa sei scampato? Ora avvisa pure le tue legioni. La vostra sorte è segnata.”… e scomparve.
Mi sveglia, ero ancora sconvolto dal sogno. Chinai la testa e piansi per il mimo amico Ermes. Poi invocai God, gli chiesi di intervenire, ma Lui non mi rispose.
Giunse l’ora della riunione con i miei fratelli. Tutti arrivarono scossi, agitati. Bael era apparso a tutti quanti, e tutti avevano visto quello che, avevo visto Io.
La guerra di Dilmun era cominciata.