Talen Episodio N°7


La Battaglia di Dilmun

Roma 2017 Osservatorio di August
Sia Mia, sia August, sono molto agitati. Chiaramente, possono solo percepire il pericolo che, sta per abbattersi sulla terra e, l’impatto che avrà sul genere umano. August dato le sue doti innate e, le sue conoscenze, ha una considerazione ben chiara da sottopormi: ” Generale, se tutto quello che pensi dovesse accadere… vorrebbe dire che, tutto il genere umano, è in estremo pericolo.”
Purtroppo devo essere sincero: ” Credo proprio di si August. Da quando è iniziato il conflitto tra God e Bael, ma soprattutto da quando si è deciso, di combatterlo sulla terra, mai come ora tutto è in pericolo.”
A queste parole, interviene anche Mia: ” Ma Tu… con i tuoi poteri non puoi cercare di fare qualcosa? Hai detto che sei al comando di queste Legioni… aiutaci! Non puoi lasciare che, accada tutto questo senza intervenire.”
Capisco bene la preoccupazione di Mia. Capisco anche che, Lei non può capire sino in fondo le forze in campo perciò, cerco di farle comprendere meglio con queste parole: ” Mia, Io sto già facendo tutto quello che mi è concesso. Da quando sono sulla terra, ho combattuto tantissime battaglie. Ho visto umani posseduti da Bael, scatenare le più terribili malefatte sui propri simili. Ma ora è diverso! Se è quello che penso, stanno arrivando forze che Tu neanche immagini. Esseri creati per distruggere, animati solamente dalla furia di Bael. Forze di cui la razza umana ha sentito parlare, solamente sotto forma di leggende, senza mai immaginare che, invece esistono veramente. Esseri con poteri straordinari… estremamente feroci.”
“Ma ci sarà qualcosa che possiamo fare… no? Altrimenti che, senso avrebbe tutto questo? Se quello che dici è vero… perché non ci hanno distrutto prima? Se potevano farlo quando e come volevano… perché aspettare fino adesso?”
Con questa raffica di domande, Mia in preda ad un attacco di nervosismo, comprensibile, voleva sapere… e subito.
Interviene anche August: ” Generale, ha ragione… sai che Io so forse, più di tutti, so che alcune forze esistono veramente, alcune le ho anche conosciute di persona. La ragazza però ha ragione. Non possiamo star qua ad aspettare che, ci colpiscano e, soprattutto, dobbiamo reagire, in qualsiasi modo ma, reagire. Anche se non abbiamo scampo, o partiamo da perdenti, dobbiamo comunque ribellarci.”
Portandomi le mani sul viso a sfregarmi le guance, sorrido e replico: “Eloh aveva ragione. Siete una razza piena di difetti… ma la vostra forza, la voglia di non soccombere e, credere fino in fondo… non ha pari negli universi. Nella mia permanenza qua, ho imparato a stimarvi, anche ad odiarvi qualche volta per le assurde scelte che, a volte fate, ma siete sicuramente molto intelligenti ed il vostro attaccamento alla vita, non ha pari. Probabilmente siete i più simili al creatore supremo. Comunque Io, non ho mai detto di non voler contrastare queste forze oscure. Il mio compito qua, è cercare di salvarvi, ma prima del corpo devo salvare la vostra anima. Questo è il mio compito. Il corpo è una forma terrena, deperibile e, fragile. L’anima è indissolubile, è la vera vita che, dimora in Voi. Bael non vuole i vostri corpi, ma le vostre anime. Qua c’è in gioco ben più, della vita sulla terra. Se Bael trionferà, le vostre anime e, tante altre su Dilmun ed altre galassie verranno dissolute, annientate e, l’oscurità eterna è destinata a dominare, sia la terra che, i cieli… e questo non posso permetterlo.”
” Quindi ci aiuterai? Dimmi cosa facciamo?” Mia con un momento di gioia, aspetta le mie risposte che, non tardano a venire: ” Certo! Questo è il mio compito, ma per prima cosa dovete capire… cosa e chi, possiamo trovare sulla nostra strada e, per farlo dovete ascoltare questa storia. La prima battaglia di Dilmun.”
Aggiungo: ” Venite, spostiamoci in luogo più comodo e, mentre August ci prepara un buon caffè… Io vi racconterò la prima battaglia di Dilmun, tra le mie legioni e, i Macron di Is.”

Galassia di Dilmun.
La dissoluzione di Ermes ci aveva lasciato tutti sconvolti. Noi non abbiamo mai conosciuto nessuna violenza, la galassia di Dilmun ci aveva abituato alla pace, sia interiore che, esteriore. Nessuno, aveva mai osato solamente pensare a, far del male ad un suo simile o, a qualsiasi creatura della galassia. Eloh il creatore su questo, è sempre stato intransigente e, ci ha insegnato l’importanza del rispetto per qualsiasi forma di vita. Ora che, proprio un suo figlio aveva in modo crudele, usato per primo la punizione estrema, non ci lasciava pace. Inoltre, il modo efferato e subdolo con cui aveva cancellato Ermes, non ci lasciava alcun dubbio sulle sue intenzioni. Nessuno sapeva come affrontare questo terribile momento. Decisi così di chiedere aiuto direttamente al supremo creatore.
Pregai talmente tanto che, Eloh mi sentì immediatamente. Mi ordinò di raggiungere il monte Sion, e così feci. Mi accampai in cima ed aspettai. Mentre i due soli di Gan stavano tramontando e, l’oscurità stava prendendo il posto della luce, una leggera brezza si alzò. Quando tutto fu oscurato dalla notte, una folata più forte delle altre, annunciò l’arrivo del creatore. Improvvisamente, una sfera luminosa mi apparve davanti. Era talmente grande che, riuscivo a vedere solo Lei. La guardai per qualche attimo, poi una voce si insinuò nella mia mente: ” Generale Talen, hai chiesto i miei consigli con talmente tanta fede che, ho deciso di ascoltare le tue preghiere. So già cosa vuoi chiedermi, ma non posso mettere fine a quello che, ormai è iniziato. Tutto questo deve continuare fino alla sua naturale fine. Purtroppo è la mia stessa essenza, una parte di me che, ha dato il via a tutto questo, quindi… non posso annullarne gli effetti. Farlo vorrebbe dire distruggere tutto quello che esiste. Tutte le forze degli universi, hanno un energia negativa ed una positiva. Fino ad ora l’equilibrio, era stato perfetto. Quando ho usato la mia energia per la creazione della galassia di Dilmun, la mia scissione ha creato, sia Bael, sia God… ma in Bael l’energia negativa è maggiore e, viceversa, quella positiva prevale in God. Ho temuto che, questo avrebbe prima o poi influito sull’intera galassia, per questo ho sempre cercato di tenerlo a bada coccolandolo, a discapito di God.  Per ora posso solo dirti che, devi preparare te stesso e, le tue legioni, a combattere. Comunque, quello che potrò fare senza intaccare il libero corso degli eventi, lo farò. Un ultimo consiglio generale… usa i poteri che ti son stati donati a fin di bene e, non dimenticare che la benevolenza non è mai un difetto, ma un pregio. Ricordati sempre chi sei e, segui la tua anima. Eloh a parlato!”
Così come era apparsa, la grande sfera di luce, sparì.
Trascorsi la notte pensieroso ma, almeno sapevo il perché di tutto questo.
Al sorgere dei soli di Gan ritornai a valle, radunai tutti i miei uomini e, gli dissi di prepararsi: ” Andate dalle vostre famiglie, portatele al sicuro nelle dimore celesti, riposatevi se necessario ma, domani vi voglio tutti qui. Dobbiamo essere pronti a qualsiasi evenienza. Tutti ormai sappiamo come può esserci fatale la furia di Bael ma, non dobbiamo disperare, Noi abbiamo God al nostro fianco ed Eloh ci assicura l’imparzialità. Ora dipende tutto da Noi… e lanciai il nostro grido… ” Yashe “… che significa “insieme”.
Passò del tempo ma, non successe nulla. Sembrava quasi che, i Macron si siano addormentati. Nessun presagio di scontro, ne nessuna provocazione arrivava da Aden. Le mie legioni sembravano quasi credere che, tutto quello accaduto, sia stato solo un brutto sogno. Io invece non ero per niente tranquillo anzi, immaginavo che, questa quiete era una strategia ben precisa. Ammorbidire le mie legioni, farle rilassare, per poi sferrare l’attacco. L’attesa però era logorante e, cercavo di tenere svegli gli animi, invitavo a volte in modo maldestro a non abbassare la guardia e, a non dimenticare Ermes. Ormai, non si poteva più tornare indietro.
Nessuno di Noi vedeva la propria famiglia ormai da tempo e , questo pesava molto sul morale delle mie legioni. Pian piano, i dubbi si insinuavano sempre più forti nei miei compagni. Non potevo permettere che, tutto questo accadesse e, presi una decisione. La più difficile della mia esistenza. La vendetta!
Mi domandai cento… mille volte se la strada che, volevo prendere sarebbe stata giusta, le ultime parole di Eloh mi risuonavano nel pensiero: ” Usa i tuoi poteri a fin di bene e, ricordati sempre chi sei… ” poi una notte, un sogno mi diradò tutti i dubbi. Sognai un attacco dei Macron, forti della nostra inerzia ci sorpresero e, fecero strage delle mie legioni. Mi svegliai di soprassalto urlando… tutto teso e, sguainai la mia spada… ma per fortuna era solo un sogno.
Il mattino seguente convocai le mie legioni.
Comunicai la mia decisione:” La vendetta non è parte della nostra essenza. La pace e la benevolenza si. I tempi che, stiamo per affrontare… neanche questi fanno parte della nostra natura. L amore e l’armonia però si. Ora, se vogliamo difendere tutto questo e, far si che, i nostri valori siano assorbiti e siano d’insegnamento a chi verrà, dobbiamo combattere… combattere per la giustizia, per la pace, per i nostri valori. La mia scelta quindi, non si chiama vendetta ma, giustizia. Non l’abbiamo voluta Noi questa guerra, non l’abbiamo iniziata Noi ma, nostro dovere è far si che finisca… e, difendere i nostri valori, i nostri amici, le nostre famiglie… la nostra natura è, nostro dovere.  La nostra spada non sarà brandita per il male ma, per il bene. La nostra anima viene prima del corpo… quindi, sacrificare il nostro corpo per salvare la nostra anima, è un dovere. Lo dobbiamo a Noi stessi, per i nostri cari e, per la pace di Dilmun, per le intere galassie di tutti gli universi. Noi siamo gli Angeli Custodi! Yashe!
Tutti risposero in coro: ” Yashe “. La decisione era presa. Vivere in un attesa logorante, sempre in allerta, sotto scacco,  equivaleva ad una sconfitta, a non vivere. Dovevamo reagire, lo dovevamo alle nostre famiglie, ad Ermes, a Noi stessi, alla vita che, ci è stata donata… dovevamo combattere.
L’oscurità non è mai stata nostra amica, così decisi che, al sorgere dei due soli di Gan, avremmo attaccato i Macron su Aden. La notte prima fu assai tormentata. Sogni diversi, seguenti… scontri, tormenti, ma anche una luce sempre ben visibile, accompagnava le mie visioni.
Accadde tutto così velocemente che, faccio fatica a ricordare i particolari. Le nostre spade si abbatterono sui Macron  che, all’inizio sembravano soccombere all’inaspettato attacco. Ricordo solo Is che, con i suoi poteri superiori, colpiva i miei compagni trasformandosi in modo rapido e veloce da un essere all’altro, da trovare sempre la soluzione giusta per uscirne vincitore. La mia spada altrettanto, colpiva i Macron, finche non ci trovammo faccia a faccia. Lui si tramutò immediatamente in un Fenrir… la stessa forma che, aveva usato per colpire Ermes. Il suo attacco fu immediato. I suoi artigli puntavano dritti verso il mio petto.
La mia spada si mise in mezzo, parai il suo colpo e, a mia volta sferrai con un cerchio il mio. Tramutandosi velocemente in un Paimon, ( una forma estrema aleatoria che, usa l’energia vitale per non soccombere ma, non può tenerla a lungo, pena la perdita di forza essenziale ), riesce a uscirne indenne dal mio colpo.
L’avevo in pugno… infatti  Isis si ritrae dallo scontro e, spicca il volo tramutandosi con una velocità incredibile in un Rok… ( un immenso uccello, dalla velocità straordinaria ).
Nella confusione della battaglia, frammenti di scontri mi si parano davanti agli occhi. Tutto è molto confuso… finché una voce tonante, talmente possente che, ci fa chiudere gli occhi e portare le mani verso le orecchie, ci intima: ” Come osate… fare questo? Come osate attaccare il mio regno? ”
La furia di Bael, era annunciata dalle sue parole. In men che si possa immaginare, alcuni compagni delle mie legioni vennero colpiti e, caddero a terra inanimati.
Altrettanto veloce però, fu la risposta di God: ” Come osi Tu fratello mio, espandere la tua ingordigia di supremo potere, colpendo in modo subdolo il nostro intero regno?” ed altrettanti Macron caddero a terra, inanimati.
La risposta di Bael, sempre assordante, fu: ” Non immischiarti fratello mio, se non vuoi che la mia furia cada anche su di te… ” ed un lampo accecante, ci paralizzò. Un energia talmente violenta che, tutto Aden e, quello che dimorava su Esso, si fermò. Eravamo come pietrificati, nessuno poteva muovere più muovere niente. Era giunta la fine di tutto, così pensai e, il mio pensiero corse veloce a mia moglie Ann e, alla mia amata figlia Matil, alle mie legioni… e a Eloh. !Non saprei dire quanto tempo passò… ma qualcosa intervenne. Eloh si presentò in forma celeste: ” Ora basta! Ho sopportato fin troppo le vostre ambizioni. Volete la distruzione? Ebbene l’avrete!”
Immediatamente tutto si appannò, tutto divenne aleatorio. Le nostre armi, i nostri corpi… Aden stesso era diventato come fumo… eravamo polvere… aria, tutto quello che era materiale, non esisteva più.
Ricordo le sole ultime parole di Eloh: ” Ora basta, siete tutti al bando. Volete una guerra con un vincitore? Combattete lontano da Dilmun. Figli miei, da ora Dilmun sarà immune da guerre. Sarà il paradiso che, doveva essere. Siete banditi da questa galassia, da questa dimensione, in egual modo. Createvi un altro campo di battaglia. Questo d’ora in avanti sarà il paradiso delle anime giuste. Il resto vivrà in eterno nell’oblio, nella dimensione del nulla… Voi tutti siete banditi da Dilmun. Vi lascerò solo il tempo di pensare, organizzare e, creare il vostro campo di battaglia, poi sia i Macron, sia chi ha partecipato a questa guerra, verrà bandito sino alla redenzione. Fino a quel momento tutto rimarrà immutato, quindi godetevi i vostri cari finché non vi verrà ordinato di eseguire un compito, da quel momento in poi, solo le anime pure entreranno a Dilmun. Questa battaglia era necessaria per far si che, potessi intervenire. Eloh a parlato! ”

Così nacque la terra… e gli uomini!